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La crisi è già tra di noi

Con la crisi finanziaria in atto, non è vero che il nostro paese rischia.In realtà il mostro del fallimento si aggira nei nostri comuni,province e regioni.Una volta quando uno pensava ai derivati, pensava ai derivati del latte, o a prodotti naturali.
Oggi, dici derivati, e intendi un prodotto finanziario, comprensibile solo da esperti (l'ex ministro Siniscalco dichiarava “ Io stesso ho difficoltà a leggerli e a capirli”).

Prodotto che è stato venduto come un'assicurazione per mettersi al riparo dalla crescita dei tassi di interesse, a piccoli imprenditori e ad enti locali.Ossia a persone con poche o scarse conoscenze di finanza.Le grandi banche, come Deutsche Bank e UBS, che per anni hanno fatto derivati con la Parmalat, finiscono imputate per il reato di usura. Ma hanno comunque continuato avendere derivati al comune di Napoli.


ci sono anche 900 enti pubblici che si sono esposti per 10 miliardi e mezzo: significa che quando le banche chiederanno indietro i soldi, molti di questi saranno alla bancarotta, e saremo noi a pagare con l’Ici.

I derivati non sono né buoni né cattivi, ce n’è per tutti i gusti. Quelli semplici assicurano contro il rischio di rialzo dei tassi, quelli strutturati che in versione speculativa, cioè quella vista fino adesso, trasferiscono il rischio sul cliente ignaro e generano giganteschi e rapidi profitti alle banche. Poi ci sono i derivati che piacciono tanto a province comuni e regioni e li stanno facendo a tutto spiano perché oltre a coprirli dai rischi del rialzo dei tassi, fanno saltar fuori dei soldi subito, e possono spostare il debito in là negli anni, che tradotto significa:

“Io faccio debiti, ma a pagare sarà chi viene dopo di me”. Ma quanto pagherà? Non si sa, perché il valore di mercato di questi derivati, in gergo mark to market, cambia tutti i giorni. Per esempio il Comune di Torino si è fatto prestare soldi per organizzare le Olimpiadi, ha assicurato il debito acquistando derivati, che oggi perdono. "


E DA TUTTO QUESTO NON è IMMUNE NEMMENO LA REGIONE PUGLIA.


All'Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, le banche hanno fatto assumere un rischio così elevato che i cittadini pugliesi rischiano un domani di restare senza i soldi per riparare le tubature.LA GIUNTA FITTO(ma io sono di parte)HA USATO TANTO QUESTI STRUMENTI E ADESSO DOBBIAMO VOTARCI A SAN TASSO CHE NON SCENDA PER NON ANDARE IN BANCAROTTA.A questo mi riferisco quando parlo di amministrazioni e competenze e che i livelli di studio bassi non sono allo stato attuale sufficienti.Ma come in questo paese sento"la laurea non serve,le uagniun a von asc a zappè".


Dato che come al solito non parlo senza fatti eccovi la puntata di Report dal titolo "Il banco vince sempre".La quinta parte è quello di maggior interesse per noi pugliesi(dal minuto 7 in poi).


I parte




II parte



III Parte



IV Parte



V Parte



Antonio Di Gilio


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Petizione on line un aiuto per tutti
www.firmiamo.it/unaiutopertutti

Ecco il testo
Di fronte ad una crisi devastante, di fronte alla paura di un collasso del sistema mondiale, il Partito Socialista della Federazione di Latina, chiede al Governo aiuti, oltre che alle banche, anche le piccole imprese e alle famiglie.
Se le grandi industrie e le grandi finanziarie, esse stesse in parte responsabili di questa crisi, ricevono miliardi di euro di aiuti, allora anche le piccole imprese, vera spina dorsale del sistema economico nazionale devono essere aiutate.
Devono essere aiutate le famiglie che non arrivano più a fine mese.
Non solo banche e multinazionali, anche artigiani, commercianti, lavoratori dipendenti, precari, lavoratori autonomi e pensionati.
Un aiuto per tutti e non un aiuto per i soliti pochi.

www.lidanolucidi.ilcannocchiale.it
www.pslatina.it
www.ps-sezze.it

Rigitans' ha detto...

beh, i famosi derivati del(parma)lat...in realtà noi non pagheremo con l'ici perchè l'hanno tolta sulla prima casa. pagheremo tutti allo stesso modo con tasse che non terranno conto dei redditi, che colpiscono con la stessa entità ricchi e poveri( a differenza dell ici). io avrei lasciato l'ici per tutti gli appartamenti sopra i 100 mq, anche se sulla prima casa. ma a roma non passi piu'?