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Dobbiamo prepararci a una guerra mondiale?

Negli ultimi mesi si stanno verificando in campo monetario e finanziario squilibri che stanno portando al pettine vecchi problemi strutturali degli Usa.Loro hanno già un deficit con l'estero (esportazioni - importazioni) di circa 800 miliardi di dollari (poco meno dell'8.0% del loro Pil) e aumenti del petrolio vedono il loro deficit crescere fino a quasi 1100 miliardi di dollari (il 10.0% circa del loro Pil). Sarebbero, in poche parole, un paese prossimo alla bancarotta. Non esiste, nella storia economica del mondo, un esempio di un paese che sia riuscito a sopravvivere con un deficit con l'estero tanto alto.In che modo potrebbero "difendersi" gli Stati Uniti dalla bancarotta?Aumentando la ...... "produzione" di dollari: stampando altra "carta" con cui pagare le proprie importazioni di petrolio (ed altro).Finché troverà ........ "polli" che accetteranno quella "carta".
Fintantoché il dollaro verrà considerata una moneta affidabile e sarà, quindi, accettato in pagamento per le merci ed i servizi ricevuti, lo zio Sam potrà continuare a stamparne in quantità sufficienti a colmare (in tutto o in parte) quel deficit tra esportazioni ed importazioni.Ma, cosa succederebbe, il giorno in cui i fornitori degli Stati Uniti (esportatori di petrolio in testa) non ritenessero più affidabile il dollaro (in quanto inflazionato da ..... troppa "carta" in circolazione) e volessero essere pagati in altra valuta (ad esempio in euro), oppure direttamente in oro?Succederebbe che il valore di cambio del dollaro precipiterebbe immediatamente a livelli oggi inimmaginabili e, tutti quelli che detenessero (a quel momento) la loro ricchezza in dollari, sarebbero, di colpo, "ripuliti" di gran parte dei loro averi.
Quando Saddam Hussein cominciò a pretendere il pagamento in euro (e non più in dollari) per il suo petrolio, l'amministrazione Bush lo accusò immediatamente di essere un fiancheggiatore di Al Qaeda (e non era vero) e di possedere armi di distruzione di massa (e non era vero neanche questo), in modo da avere una scusa "presentabile" al mondo, che giustificasse l'attacco militare all'Iraq e la destituzione di Saddam Hussein.Se l'esempio di Saddam Hussein (di richiedere il pagamento in euro) fosse stato seguito dagli altri paesi produttori di petrolio, gli Stati Uniti avrebbero visto precipitare la loro situazione economica, nella maniera spiegata sopra.E' ovvio, tuttavia, che all'aumentare del prezzo del petrolio (e, quindi, del deficit americano) il problema di "affidabilità" del dollaro si presenterà, prima o poi, in tutta la sua drammatica attualità e, dunque, le "guerre preventive" (come quella contro l'Iraq) non saranno più sufficienti ad impedire il crollo del dollaro.
Ecco perché è necessario che gli Stati Uniti diventino autosufficienti dal punto di vista degli approvvigionamenti di petrolioEcco, dunque, che si comincia a parlare di impianti iraniani in grado di produrre bombe nucleari e della necessità di "neutralizzare" quella minaccia prima che diventi troppo pericolosa; c'è necessità, anche qui, di un "attacco preventivo" in difesa della pace e della democrazia.Più o meno la stessa "balla" utilizzata in Iraq.

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